Alfredo Jaar | Due o tre cose che so sui mostri

6 Novembre 2019-8 Dicembre 2019 -
Alfredo Jaar | Due o tre cose che so sui mostri

by Fondazione Merz

 

 

6 – 10.11.2019 | h. 12 – 21

12.11 – 8.12.2019 | lunedi, martedi, sabato/Monday, Tuesday, Saturday | h. 10-13/15-18; mercoledi, venerdi/Wednesday, Friday | h. 17-21; domenica/Sunday | h. 10-13

 

Ticket euro 2,50, ridotto/reduced euro 1,50

 

 

Alfredo Jaar artista, architetto e regista cileno, attraverso le sue opere fa suo l’ottimismo della volontà e con determinazione, da anni, sollecita all’autoconsapevolezza e alla responsabilità verso il mondo e quello che accade. Il suo lavoro e la sua ricerca toccano le corde dell’emozione, conoscono la poesia fino ad arrivare a creare un processo empatico di solidarietà e di coinvolgimento intellettuale.

 

Il Teatro Bellini, riaperto ad aprile 2019 dalla coopeartiva turistica Terradamare in co-gestione con la proprietà famiglia Lo Bianco, è il luogo destinato ad accogliere un’opera inedita dell’artista cileno che interviene ribaltando i punti di osservazione e, in senso stretto, i ruoli di spettatori e interpreti nella classica struttura di “teatro all’italiana”. Il progetto di Jaar prevede infatti che i visitatori siano condotti, tramite un passaggio esistente alle spalle del primo ordine di palchi, direttamente al palcoscenico, ottenendo per i più un’inedita esperienza di osservazione della struttura a palchi sovrapposti della sala. L’opera consta di tre elementi: il primo elemento è una grande scritta in neon rosso che occupa, disposta su una sola linea, la quasi totalità della fascia sottostante l’ultimo ordine di palchi. La scritta è una storica citazione da Antonio Gramsci, il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri. Nelle intenzioni dell’artista l’opera è composta da un secondo elemento: una vera e propria immersione della sala in una luce rossa molto intensa. Per raggiungere tale scopo il progetto prevede luci rosse non visibili dalla ribalta e sistemate in ogni palco, così da creare un’uniforme aura rossa nell’intero spazio. Il terzo elemento costitutivo della grande opera ambientale è dato dall’installazione di numerose sedie nella platea: alcune di queste si troveranno sparse o cadute in modo caotico sul pavimento mentre altre si libreranno nell’aria.